Nessuno si sarebbe aspettato un risultato del genere. Dopo la partita di sabato scorso, dopo l’infortunio di Iannarilli e Sgarbi (oltre a quello di Sorensen), dopo una settimana passata a pensare a come prenderne il meno possibile.
E invece ognuno di noi ha saltato sul divano (o sei uno dei 200 fedelissimi allo stadio). Esultando, strillando, saltando, abbracciando vicini di seduta, pugni al cielo e lacrime agli occhi. E’ stato come vederla tutti insieme. Sfogandosi con tutta la rabbia repressa in corpo e con la tensione di una partita intensissima che la Ternana è riuscita a vincere, finalmente, nel recupero.
Siamo esausti noi dopo questa partita, figuriamoci i giocatori. E non mancano le foto per raccontare questa enorme goduria, questa vittoria fondamentale per la corsa alla salvezza. Senza vedere cosa faranno gli altri anche nelle partite che mancano. Sono tre punti in più, a prescindere. Perché contro una squadra fortissima, che però oggi ha sbattuto contro un muro. Anzi due.
Il primo muro si chiama Tommaso Vitali. E’ davvero un sogno quello che abbiamo visto. Una primo tempo straordinario per sicurezza e qualità delle parate. Un sogno in tinte rossoverdi perché questo ragazzo è un ternano doc, nato ad Avigliano Umbro, cresciuto nel settore giovanile della Ternana. Arrivato ad esordire nell’anno della vittoria del campionato per poi tornare in panchina (o in prestito alla Viterbese, dove si era conquistato il posto da titolare). Iannarilli ha visto la partita a casa sua, soffrendo come tutti noi, anzi sicuramente di più. Ma forse sapeva che aveva lasciato la Ternana nelle mani di un ragazzo forte. Sia fra i pali che mentalmente. Una gioia indescrivibile e un gruppo che è andato ad abbracciarlo a fine gara. Questa vittoria è (anche) sua.
Il secondo muro sono stati i difensori (nel secondo tempo): prese le misure alla Cremonese, gli avversari non hanno fatto più male. E se prima ci pensava Vitali a fermare i tiri dei grigiorossi, dopo ci hanno pensato i tre moschettieri. E la Ternana non ha barcollato più. E’ come se avesse poggiato le basi per quegli ultimi 10 minuti in cui ha rimesso la testa fuori con grande pericolosità.
Le scelte dell’allenatore stavolta non faranno storcere il naso a nessuno: forse dovremmo smettercela di giudicare l’operato dei cambi in base al risultato. Noi oggi per esempio non avremmo mai tolto Pereiro che sembrava particolarmente ispirato: poi invece Distefano ci ha regalato i tre punti. Quindi? Vale solo l’ultimo rimpallo?
No: vale la mentalità che questa squadra ha acquisito durante l’anno. Questa è una squadra che riesce a resettare. Ed è stato ancora una volta bravissimo Breda, con la sua tranquillità a rimettere a posto tutto. Con calma: stessa squadra di sempre, più o meno. Si riparte dalle certezze e si costruisce sopra piano piano tutto. Primo gol di Favilli, una Ternana soprattutto pronta a ripartire e a fare male. Ha saputo soffrire la squadra, è stata anche fortunata. Ma quando stringi i denti non è che deve girare male per forza. Stavolta la Ternana non ha subito e basta. Poteva subire il 2-1 ma poteva anche farlo. Con Favilli nel primo tempo, con Luperini nella ripresa, con Distefano che ha gestito male un paio di contropiedi alla fine. E poi l’ha fatto veramente, sempre con l’uomo degli ultimi minuti.
La Ternana vince e tira su la testa. Non è fatto nulla ancora. Manca tanto. E il calendario rimane difficile. La stessa concentrazione bisogna vederla a Brescia: e poi mantenerla da qui fino alla fine. Altrimenti questa vittoria, in rimonta, non servirà a nulla. E Breda che è un bravo riequilibratore, lo sa. 
Ma - come avevamo detto - la salvezza non è mai stata così vicina. Ora ci credete un po’ di più anche voi?

Sezione: Editoriale / Data: Sab 13 aprile 2024 alle 16:24
Autore: Ternananews Redazione
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