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Le 5 cose che abbiamo imparato da Ternana-JuventusU23

di Alessandro Laureti
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1. La Ternana non è una squadra vincente

Abbiamo imparato che la Ternana non è una squadra vincente. Ci sono partite che possono scrivere la storia di una società, di una città, di un tifo. Partite come la Finale di Coppa Italia di C. La Ternana è stata bravissima nel percorso che l’ha portata a Cesena. Molto meno nel confronto diretto con la JuventusU23. Perdere la finale è costato ai rossoverdi un trofeo, buono da esporre non appena il presidente Bandecchi realizzerà il Museo tanto voluto dai tifosi e la possibilità di accedere ai playoff dal terzo turno. A giochi finiti scatta anche il rammarico per le energie che la Coppa Italia ha sottratto alla squadra nel corso dell’anno e che magari avrebbero consentito ai rossoverdi di avere un rendimento migliore in campionato. E arrivare secondi in questa competizione non serve a nulla.

2. L’esperienza non è servita a nulla

Abbiamo imparato che l’esperienza contro la JuventusU23 non è servita a niente. Alla vigilia tutto il mondo rossoverde aveva riposto grandi speranze proprio sull’esperienza della rosa della Ternana. Una squadra composta da giocatori in la con gli anni, alcuni anche vincenti. Esperienza contro freschezza di un gruppo di giovani vogliosi di mettersi in mostra. Ebbene, la voglia di emergere ha schiantato l’esperienza. Dopo il vantaggio di Mammarella tutti hanno pensato che la Ternana avrebbe gestito la partita. Tutti tranne Pecchia e soci. Tant’è che il pareggio è arrivato a stretto giro d’orologio. Sull’1-1 tutti hanno pensato che la Ternana sarebbe stata in grado di andare all’intervallo con il punteggio di parità. Non Pecchia e soci che hanno assestato a pochissimi secondi dalla pausa il colpo del ko. Nella ripresa tutti hanno pensato che la Ternana avrebbe fatto pesare la sua esperienza ma così non è stato. Anzi la Ternana è stata tradita dai suoi giocatori di esperienza. Vantaggiato, Marilungo e Defendi su tutti.

3. Partita decisa da un cambio di posizione

Abbiamo imparato che la finale di Coppa Italia C è stata decisa da un cambio di posizione. A Fabio Pecchia è bastato spostare Rafia da dietro le punte sull’out di sinistra per acquistare un giocatore di talento in grado di spaccare la partita. Il fantasista, fino a quel momento ingabbiato dai due centrali difensivi rossoverdi e Palumbo si è acceso. Ha trovato in Parodi un avversario facile da superare ed ha ribaltato le sorti del match. Prima un’azione in solitaria durata un’eternità che l’ha visto saltare i rossoverdi manco fossero stati birilli, poi segnare la rete del definitivo 1-2.

4. Una stagione condizionata dagli “errori individuali”

Abbiamo imparato se per tutta la stagione la Ternana quando perde lo fa per “errori individuali” come ha tenuto a precisare anche ieri sera Fabio Gallo vuol dire che la rosa non è all’altezza delle aspettative della proprietà. Sbagliare una volta ci sta, due può capitare ma ripetere gli stessi errori più e più volte nell’arco della stagione non è un bel segnale. La squadra non è dunque migliorata nell’arco dell’anno. E non tiene nemmeno l’eventuale scusante che si è trattato della prima partita dopo la ripresa.

5. A volte dire di voler vincere aiuta a vincere

Abbiamo imparato che affermare apertamente di voler vincere aiuta a vincere. E’ stato il caso della JuventusU23 che non si è mai nascosta. Ieri mattina anche Federico Cherubini Head of Football Teams & Technical Areas Juventus Football Club Spa. ha parlato dell’importanza per la società bianconera di vincere il trofeo. In campo si è vista una squadra determinata, capace di rialzare la testa dopo le difficoltà iniziali e sempre in partita. E alla fine vincente. 

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